Casella di testo:

Questa dei Monti è una delle famiglie più complesse che ci presenti la storia della Lombardia. Formatasi nel tempo in cui sorgeva poderosa la famiglia italiana, vale a dire poco dopo il 1000, si diramò in varie contrade d’Italia, e vi mise sì profonde radici, che la sua vegetazione andò sviluppandosi in modo da formare una pianta superbamente rigogliosa. Dissi essere questa Casata una della più complesse ed infatti noi vedremo, nello scorrere degli eventi, sotto quali molteplici forme si esercitasse la sua prodigiosa operosità, la quale, fino dai tempi repubblicani, fu potente antesignana del partito ghibellino, sia brandendo la spada di guerriero, sia impugnando il pastorale del Vescovo.

Col cadere del libero reggimento, e col sorgere del principato, i MONTI non scompaiono dalla scena della Patria, come tanti emuli a cui la servitù tolse ogni lena e fors’anche la ragione di essere, perché anzi trasformandosi abilmente, somministrano alla Patria: conti, patrizi, protonotari, giuristi, governatori, consoli, causidici, militi, decurioni, ambasciatori, giureconsulti, arcivescovi, capitani, senatori, teologi, podestà, gentiluomini, vicari, cavalieri di Malta, feudatari, congiurando con meravigliosa fortuna la bufera che si rovescia spietatamente sulla Patria e sanno con accorta evoluzione, guadagnarsi una buona posizione che li metta al coperto dei danni delle politiche sciagure. Come si vede i MONTI, si moltiplicano nella città avita, in modo da formare una grande Consorteria, la quale per opulenza, ingegno, valore, aderenze, tradizioni, dominarono altre poche famiglie, i loro concittadini.

E qui giova osservare che la severa semplicità di questo blasone è un’altra prova dimostrante come la nobiltà di questa Casata sia naturale e quasi insita in sé, cioè non procurata con mezzi fittizi, né basata sopra principeschi diplomi, perrocchè se si conta qualche raro caso di vetuste famiglie che portino perfino arma parlante non mai principe accordò per favore a sudditi, arme decorate con quelle figure strettamente araldiche, che sono come il cardine del misterioso linguaggio blasonico, a meno che ciò non sia avvenuto nei remoti tempi della cavalleria, quando si guadagnava uno stemma col valore della persona, sul campo di battaglia, o nello steccato di un terreno.

Questa specie di eclettismo che domina nella storia delle numerose diramazioni della Casata, nella corsa attraverso i secoli, ne rende lo studio oltre ogni dire attraente e proficuo, non solo ai cultori dei fatti esteriori, ma anche a coloro che da questi risalgono ad una più elevata disciplina: alla filosofia della storia.

Il carattere di sue fortunose vicende, i contrasti di cui sono ricche le varietà dei casi; la vivezza con cui riflette i differenti stadi per i quali si trascina la civiltà italiana, e per sue virtù; per magnificenza e galanteria della vita cittadinesca, quella dei MONTI apparisce quasi una famiglia tipo destinata a rappresentarci i costumi di tanti periodi, durante i quali questa si agitò, con indomito ardore, in mezzo agli sconvolgimenti della Patria italiana, senza mai decadere dal pristino splendore.

 

 

STUDIO ARALDICO GUELFI CAMAJANI

VIALE ASPROMONTE N. 7

GENOVA